Perché settembre?

Comitato Festival del Libro

In questi anni avete conosciuto il Festival del Libro a giugno. L'inizio dell'estate è il momento perfetto per scegliere un buon libro da portare in vacanza, quando – almeno si spera – il tempo per leggere non manca.

E allora, perché cambiare?

I motivi sono diversi.
Il primo riguarda la scuola.
L'inizio delle lezioni, a metà settembre, segna per tanti bambini e ragazzi il ritorno all'impegno quotidiano. Noi vorremmo che quel momento fosse accompagnato anche dall'entusiasmo, dalla curiosità e dal piacere di scoprire un libro.
Per questo abbiamo scelto settembre.
Perché crediamo che il libro possa essere molto più di un compagno di studio: possa diventare un'occasione di incontro, di gioco, di scoperta e di crescita. E perché la scuola resta il luogo migliore dove trasmettere quella passione per la lettura che rende il nostro Festival un appuntamento unico nel territorio.
Quest'anno, più che parlare di libri, proveremo a riflettere insieme su come i libri – ieri come oggi – ci aiutano a conoscere il mondo.

Vediamo cosa sapete fare…

Quest'anno lanceremo un'iniziativa alla quale teniamo molto.

È ancora presto per raccontarla nei dettagli, ma possiamo anticipare che coinvolgerà bambini, ragazzi… e anche chi ragazzo non lo è più da un po'.
Questa volta il libro non sarà soltanto da leggere.
Sarà da scrivere.
E da raccontare.
Per mesi.
Come? Lo scoprirete poco alla volta.
Possiamo dirvi soltanto che sarà una delle sfide più belle che il Festival abbia mai lanciato.

Ma c'è anche un altro motivo.

Vogliamo che questo Festival sia ancora più partecipato.
L'estate ci offre mille occasioni per stare all'aria aperta, viaggiare, fare esperienze. L'autunno, invece, ci invita naturalmente a rallentare, a ritagliarci un po' di tempo, a dedicarci a letture, incontri e riflessioni.
Ci è sembrato il momento giusto per vivere un Festival del Libro.

Funzionerà? Lo scopriremo insieme.

Molto dipenderà da noi, ma tanto dipenderà anche da voi.
Nei prossimi giorni vi chiederemo di partecipare, di proporre idee, di mettervi in gioco. Non perché il Festival abbia bisogno di essere costruito – il programma è ormai ben definito – ma perché crediamo che ogni manifestazione culturale diventi davvero viva solo quando le persone la sentono anche un po' propria.
Vorremmo che questo Festival fosse sempre più POP, nel senso più bello del termine: popolare, partecipato, aperto.
Perché i libri appartengono a chi li scrive.
Ma, soprattutto, appartengono a chi li legge.